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IPSOA Quotidiano

Rottamazione quinquies: torna la tolleranza di 5 giorni ma non per tutte le rate

20/05/2026 - Il <a target="_blank" title="Ddl di conversione del decreto fiscale" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/15/decreto-fiscale-conversione-legge-mappa-novita">Ddl di conversione del decreto fiscale</a>, sul quale è atteso oggi il voto di fiducia alla Camera (AC 2935), modifica la legge di Bilancio 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 1" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314ART19">art. 1</a>, comma 95, <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1992025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge n. 199/2025</a>) introducendo la tolleranza di 5 giorni per i versamenti tardivi, ma limitatamente al pagamento in unica soluzione e all'ultima rata del piano. La correzione, attesa dagli operatori, rimuove parzialmente quella che era stata definita come la criticità più insidiosa della rottamazione quinquies, lasciando tuttavia invariata la regola della puntualità assoluta per tutte le rate intermedie del piano, con conseguenze operative che non possono essere sottovalutate. Il Ddl di conversione del decreto fiscale, sul quale è atteso oggi il voto di fiducia alla Camera (AC 2935), modifica la legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 95, legge n. 199/2025) introducendo la tolleranza di 5 giorni per i versamenti tardivi, ma limitatamente al pagamento in unica soluzione e all'ultima rata del piano. La correzione, attesa dagli operatori, rimuove parzialmente quella che era stata definita come la criticità più insidiosa della rottamazione quinquies, lasciando tuttavia invariata la regola della puntualità assoluta per tutte le rate intermedie del piano, con conseguenze operative che non possono essere sottovalutate.

Crediti tributari e contributivi: la transazione fiscale nel piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione

20/05/2026 - Con il 20 maggio 2026 si chiude la consultazione pubblica lanciata dall’Agenzia delle Entrate sulla <a target="_blank" title="bozza di circolare relativa alla Parte I del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/16/codice-crisi-impresa-insolvenza-bozza-circolare-entrate">bozza di circolare relativa alla Parte I del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza</a>. Il documento di prassi analizza, tra l’altro, il trattamento dei debiti tributari e contributivi nell’ambito della composizione negoziata della crisi, del concordato semplificato, del piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione, nonché della disciplina dei gruppi di imprese. In particolare, quale ruolo gioca l’Amministrazione finanziaria nel piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione, con specifico riferimento alla proposta di transazione fiscale, anche alla luce delle modifiche introdotte dal Correttivo-ter? Con il 20 maggio 2026 si chiude la consultazione pubblica lanciata dall’Agenzia delle Entrate sulla bozza di circolare relativa alla Parte I del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il documento di prassi analizza, tra l’altro, il trattamento dei debiti tributari e contributivi nell’ambito della composizione negoziata della crisi, del concordato semplificato, del piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione, nonché della disciplina dei gruppi di imprese. In particolare, quale ruolo gioca l’Amministrazione finanziaria nel piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione, con specifico riferimento alla proposta di transazione fiscale, anche alla luce delle modifiche introdotte dal Correttivo-ter?

Nella precompilata anche la prima rate del recupero del patrimonio edilizio

20/05/2026 - Con una faq, Agenzia delle Entrate ha evidenziato che nella dichiarazione precompilata è inserita la prima rata delle spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di riqualificazione energetica, per l’installazione di colonnine di ricarica e per l'arredo degli immobili ristrutturati effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali, per i quali è stata verificata la congruenza tra gli importi comunicati dagli amministratori di condominio e i bonifici pagati dai condomìni e comunicati all'Agenzia delle Entrate da Banche e Poste. Con una faq, Agenzia delle Entrate ha evidenziato che nella dichiarazione precompilata è inserita la prima rata delle spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di riqualificazione energetica, per l’installazione di colonnine di ricarica e per l'arredo degli immobili ristrutturati effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali, per i quali è stata verificata la congruenza tra gli importi comunicati dagli amministratori di condominio e i bonifici pagati dai condomìni e comunicati all'Agenzia delle Entrate da Banche e Poste.

Bonus assunzioni donne, giovani e nelle ZES: come chiederli senza fare errori

20/05/2026 - Con le circolari n. 55, 56 e 57 del 2026 l’INPS ha fornito tutte le indicazioni per poter fruire dei bonus del decreto 1° maggio 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>) dedicati alle assunzioni di giovani, di soggetti over 35 in area ZES e di donne. Tre sgravi contributivi per ridurre in modo significativo il costo del lavoro che, però, non sono utilizzabili in automatico. Per ogni incentivo occorre effettuare la verifica dei requisiti richiesti dall’INPS prima dell’inoltro della domanda. Quali sono? Come si invia la richiesta? Con le circolari n. 55, 56 e 57 del 2026 l’INPS ha fornito tutte le indicazioni per poter fruire dei bonus del decreto 1° maggio 2026 (D.L. n. 62/2026) dedicati alle assunzioni di giovani, di soggetti over 35 in area ZES e di donne. Tre sgravi contributivi per ridurre in modo significativo il costo del lavoro che, però, non sono utilizzabili in automatico. Per ogni incentivo occorre effettuare la verifica dei requisiti richiesti dall’INPS prima dell’inoltro della domanda. Quali sono? Come si invia la richiesta?

Rinnovi dei CCNL e adeguamento delle retribuzioni: nuove regole e impatti per le imprese

20/05/2026 - Il decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>) interviene sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, introducendo una regola di continuità economica nei periodi di vacanza contrattuale. L’art. 10 affida alle parti stipulanti la regolazione degli incrementi, degli importi una tantum e degli strumenti di copertura tra scadenza e rinnovo del CCNL, ma prevede, in caso di mancato rinnovo entro dodici mesi, un adeguamento forfettario pari al 30% della variazione IPCA. Nuove regole che impongono alle imprese un presidio più strutturato delle scadenze contrattuali. Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) interviene sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, introducendo una regola di continuità economica nei periodi di vacanza contrattuale. L’art. 10 affida alle parti stipulanti la regolazione degli incrementi, degli importi una tantum e degli strumenti di copertura tra scadenza e rinnovo del CCNL, ma prevede, in caso di mancato rinnovo entro dodici mesi, un adeguamento forfettario pari al 30% della variazione IPCA. Nuove regole che impongono alle imprese un presidio più strutturato delle scadenze contrattuali.

RITA: come funziona e quali sono i limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità

20/05/2026 - La Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) ha la finalità di sostenere il reddito dei soggetti rimasti senza lavoro nel periodo che manca al raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. La legge di Bilancio 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1992025" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge n. 199/2025</a>) ha esteso i limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità già vigenti per le prestazioni in forma di rendita vitalizia e di capitale alle nuove tipologie di rendita, comprendendo anche la RITA. Quali sono, ad oggi, le regole di funzionamento della Rendita integrativa temporanea anticipata? Quali le novità introdotte al suo riguardo? Quali i nuovi limiti in oggetto? E quali i profili fiscali collegati? La Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) ha la finalità di sostenere il reddito dei soggetti rimasti senza lavoro nel periodo che manca al raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha esteso i limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità già vigenti per le prestazioni in forma di rendita vitalizia e di capitale alle nuove tipologie di rendita, comprendendo anche la RITA. Quali sono, ad oggi, le regole di funzionamento della Rendita integrativa temporanea anticipata? Quali le novità introdotte al suo riguardo? Quali i nuovi limiti in oggetto? E quali i profili fiscali collegati?

Revisori legali: possibile consultare la situazione aggiornata dei crediti formativi

19/05/2026 - Il Ministero dell’Economia e delle finanze informa che, accedendo all’area personale del Registro dei revisori legali, è possibile consultare la situazione aggiornata dei crediti formativi maturati e di quelli ancora da conseguire. Il riepilogo mostra il dettaglio dei crediti acquisiti, distinguendo tra crediti caratterizzanti la revisione legale e, per i revisori abilitati, quelli relativi alla sostenibilità. I crediti sulla sostenibilità maturati dai revisori non abilitati sono invece conteggiati come non caratterizzanti. Nella stessa sezione è disponibile anche il numero dei crediti eccedenti nelle materie soggette a limiti annuali, che non saranno validi ai fini dell’obbligo formativo. Il Ministero segnala possibili differenze rispetto alla piattaforma FAD, poiché l’area personale include anche crediti trasmessi da enti formatori accreditati e ordini professionali. L’aggiornamento della posizione formativa può non essere immediato, dipendendo dai tempi di comunicazione degli enti. Il Ministero dell’Economia e delle finanze informa che, accedendo all’area personale del Registro dei revisori legali, è possibile consultare la situazione aggiornata dei crediti formativi maturati e di quelli ancora da conseguire. Il riepilogo mostra il dettaglio dei crediti acquisiti, distinguendo tra crediti caratterizzanti la revisione legale e, per i revisori abilitati, quelli relativi alla sostenibilità. I crediti sulla sostenibilità maturati dai revisori non abilitati sono invece conteggiati come non caratterizzanti. Nella stessa sezione è disponibile anche il numero dei crediti eccedenti nelle materie soggette a limiti annuali, che non saranno validi ai fini dell’obbligo formativo. Il Ministero segnala possibili differenze rispetto alla piattaforma FAD, poiché l’area personale include anche crediti trasmessi da enti formatori accreditati e ordini professionali. L’aggiornamento della posizione formativa può non essere immediato, dipendendo dai tempi di comunicazione degli enti.

Esaminiamo l'impresa: per te il corso di autoformazione on line

15/05/2026 - La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali. La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali.

Penali legali e contrattuali: la gestione contabile e fiscale

11/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="circolare n. 13 del 2026 Assonime" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/29/ricavi-costi-smantellamento-indicazioni-fiscali-circolare-assonime">circolare n. 13 del 2026 Assonime</a> riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal <a target="_blank" title="D.M. 27 giugno 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/06/30/oic-34-coordinamento-disciplina-fiscale-ires-irap">D.M. 27 giugno 2025</a> di coordinamento tra <a target="_blank" class="rich-legge" title="OIC 34" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000943020SOMM">OIC 34</a> e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata. Con la circolare n. 13 del 2026 Assonime riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal D.M. 27 giugno 2025 di coordinamento tra OIC 34 e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata.

Misura PNRR M4C2 I.2.3: prorogato al 15 giugno 2026 il termine per il completamento delle attività progettuali

19/05/2026 - Con il decreto direttoriale 18 maggio 2026, pubblicato sul proprio sito istituzionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy stabilisce il differimento al 15 giugno 2026 del termine per il completamento delle attività progettuali in riferimento alla Misura PNRR M4C2 I.2.3 Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico. Con il decreto direttoriale 18 maggio 2026, pubblicato sul proprio sito istituzionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy stabilisce il differimento al 15 giugno 2026 del termine per il completamento delle attività progettuali in riferimento alla Misura PNRR M4C2 I.2.3 Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico.

Piano Casa: necessari semplificazioni, risorse e ruolo centrale delle PMI del settore

19/05/2026 - CNA, con Confartigianato, segnala in audizione alla Commissione Ambiente che il Piano Casa può diventare uno strumento strategico per affrontare l’emergenza abitativa e promuovere la rigenerazione urbana, ma solo con risorse certe, procedure semplificate e pieno coinvolgimento delle micro e piccole imprese. Pur apprezzando le misure di semplificazione del decreto, le Confederazioni evidenziano criticità dovute alla sovrapposizione di norme e competenze e chiedono maggiore coordinamento tra enti, interoperabilità tra SUAP e SUE, modulistica uniforme e tempi autorizzativi certi. Sollecitano inoltre la suddivisione degli interventi in lotti funzionali e criteri di accesso ai bandi adeguati alle PMI, riservando almeno il 40% dei lavori nei partenariati pubblico‑privati ad ATI e Consorzi di imprese territoriali. Viene ribadita la necessità di contrastare dumping e irregolarità e di sostenere la transizione energetica. CNA, con Confartigianato, segnala in audizione alla Commissione Ambiente che il Piano Casa può diventare uno strumento strategico per affrontare l’emergenza abitativa e promuovere la rigenerazione urbana, ma solo con risorse certe, procedure semplificate e pieno coinvolgimento delle micro e piccole imprese. Pur apprezzando le misure di semplificazione del decreto, le Confederazioni evidenziano criticità dovute alla sovrapposizione di norme e competenze e chiedono maggiore coordinamento tra enti, interoperabilità tra SUAP e SUE, modulistica uniforme e tempi autorizzativi certi. Sollecitano inoltre la suddivisione degli interventi in lotti funzionali e criteri di accesso ai bandi adeguati alle PMI, riservando almeno il 40% dei lavori nei partenariati pubblico‑privati ad ATI e Consorzi di imprese territoriali. Viene ribadita la necessità di contrastare dumping e irregolarità e di sostenere la transizione energetica.

Piano d'azione UE sui fertilizzanti: il nuovo sostegno per gli agricoltori

19/05/2026 - La Commissione europea ha adottato il Piano d’azione sui fertilizzanti, un’iniziativa volta a sostenere gli agricoltori di fronte all’aumento dei costi e alla scarsità dei fertilizzanti, rafforzare la produzione interna e ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni. Il Piano contribuirà direttamente a garantire la sicurezza alimentare e a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa, perseguendo al contempo ambiziosi obiettivi climatici e ambientali. La Commissione europea ha adottato il Piano d’azione sui fertilizzanti, un’iniziativa volta a sostenere gli agricoltori di fronte all’aumento dei costi e alla scarsità dei fertilizzanti, rafforzare la produzione interna e ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni. Il Piano contribuirà direttamente a garantire la sicurezza alimentare e a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa, perseguendo al contempo ambiziosi obiettivi climatici e ambientali.

Come la riforma del TUF 2026 agevola le società emittenti di nuova quotazione

20/05/2026 - Il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 472026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001002272SOMM">D.Lgs. n. 47/2026</a> che attua la riforma del TUF (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 581998" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000104465SOMM">D.Lgs. n. 58/1998</a>) dà la possibilità agli “emittenti di nuova quotazione”, comprese le PMI già quotate con capitalizzazione sotto 1 miliardo di euro, di optare volontariamente per un regime statutario flessibile che preveda quorum deliberativi ridotti in sede assembleare e una disciplina più snella con le parti correlate e che, inoltre, consenta di riservare la nomina di un amministratore alle minoranze. Obiettivo di queste agevolazioni è favorire l’accesso da parte delle PMI a forme alternative di finanziamento e più in generale da parte delle imprese ai mercati finanziari regolamentati. Come funziona questa maggiore flessibilità statutaria? Il D.Lgs. n. 47/2026 che attua la riforma del TUF (D.Lgs. n. 58/1998) dà la possibilità agli “emittenti di nuova quotazione”, comprese le PMI già quotate con capitalizzazione sotto 1 miliardo di euro, di optare volontariamente per un regime statutario flessibile che preveda quorum deliberativi ridotti in sede assembleare e una disciplina più snella con le parti correlate e che, inoltre, consenta di riservare la nomina di un amministratore alle minoranze. Obiettivo di queste agevolazioni è favorire l’accesso da parte delle PMI a forme alternative di finanziamento e più in generale da parte delle imprese ai mercati finanziari regolamentati. Come funziona questa maggiore flessibilità statutaria?

Budget di tesoreria: perché è importante per la gestione finanziaria d'impresa

20/05/2026 - Il 19 maggio 2026 il CNDCEC ha pubblicato il Documento di ricerca “Il budget di tesoreria: principali funzioni e aspetti operativi”, predisposto dalla Commissione di studio “Finanza e reporting” e articolato in quattro parti. Il documento approfondisce il ruolo strategico del budget di tesoreria nella gestione finanziaria d’impresa. L’attenzione è rivolta in particolare ai flussi di cassa prospettici, oggi elemento centrale nelle valutazioni di merito creditizio, sempre più rilevanti rispetto ai tradizionali indicatori reddituali. Quali sono le altre indicazioni del CNDCEC? Il 19 maggio 2026 il CNDCEC ha pubblicato il Documento di ricerca “Il budget di tesoreria: principali funzioni e aspetti operativi”, predisposto dalla Commissione di studio “Finanza e reporting” e articolato in quattro parti. Il documento approfondisce il ruolo strategico del budget di tesoreria nella gestione finanziaria d’impresa. L’attenzione è rivolta in particolare ai flussi di cassa prospettici, oggi elemento centrale nelle valutazioni di merito creditizio, sempre più rilevanti rispetto ai tradizionali indicatori reddituali. Quali sono le altre indicazioni del CNDCEC?

Diritto d'autore: al via la consultazione UE su direttiva 2019 e nuove sfide digitali

19/05/2026 - La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla modernizzazione del quadro UE in materia di diritto d’autore e per valutare l’efficacia della direttiva 2019 sul copyright nel mercato unico digitale. L’iniziativa mira a verificare se la direttiva abbia agevolato l’uso online dei contenuti protetti, migliorato le pratiche di concessione delle licenze e reso il mercato del copyright più equo. Il riesame sarà supportato da uno studio esterno già in corso. La Commissione chiede inoltre osservazioni sulle nuove sfide poste dall’AI generativa, sulla pirateria degli eventi dal vivo, sulla remunerazione degli artisti e sull’accesso alle opere per finalità di ricerca. La consultazione è aperta fino al 25 giugno 2026, e tutti i portatori di interesse sono invitati a esprimersi sia sulla revisione della direttiva del 2019 sia su una possibile iniziativa legislativa mirata in materia di diritto d’autore. La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla modernizzazione del quadro UE in materia di diritto d’autore e per valutare l’efficacia della direttiva 2019 sul copyright nel mercato unico digitale. L’iniziativa mira a verificare se la direttiva abbia agevolato l’uso online dei contenuti protetti, migliorato le pratiche di concessione delle licenze e reso il mercato del copyright più equo. Il riesame sarà supportato da uno studio esterno già in corso. La Commissione chiede inoltre osservazioni sulle nuove sfide poste dall’AI generativa, sulla pirateria degli eventi dal vivo, sulla remunerazione degli artisti e sull’accesso alle opere per finalità di ricerca. La consultazione è aperta fino al 25 giugno 2026, e tutti i portatori di interesse sono invitati a esprimersi sia sulla revisione della direttiva del 2019 sia su una possibile iniziativa legislativa mirata in materia di diritto d’autore.

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L'opera senza autore, AI e diritti

20/05/2026 - Intelligenza artificiale e diritto d'autore: il requisito della creatività umana tra normativa italiana, disciplina europea e giurisprudenza internazionale

Molestia o disturbo delle persone: il condominio è luogo aperto al pubblico

20/05/2026 - È reato anche quando le espressioni siano profferite all’interno di un'abitazione ma udite chiaramente dalla persona offesa in una zona comune del condominio (Cassazione n. 6759/2026)

Avvocati, 20 milioni per il welfare a sostegno di professione, famiglia e salute

20/05/2026 - Cassa Forense rafforza l’intervento in favore dell’avvocatura con un vasto piano assistenziale per l’anno corrente: 19 bandi rivolti agli iscritti

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