AGENZIA WOLTERS KLUWER PER LA BASILICATA
IPSOA Quotidiano
Con voto ISA minore o pari a 6 scattano i controlli
18/05/2026 - Con il<a rel="noopener noreferrer" target="_blank" class="rich-legge" title="agenzia entrate provvedimento 22 aprile 2026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001002796SOMM"> provvedimento del 22 aprile 2026</a> l’Agenzia delle Entrate ha definito i livelli di affidabilità fiscale necessari per <a rel="noopener noreferrer" target="_blank" title="accedere al regime premiale" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/23/regime-premiale-isa-confermati-livelli-affidabilita-novita">accedere al regime premiale</a>: confermati i benefici (dall’esonero dal visto di conformità e dal regime delle società non operative alla riduzione dei termini di accertamento) per i contribuenti con i voti più alti. Per i punteggi minori o uguale a 6, invece, scatta la soglia di allerta: saranno oggetto di specifiche strategie di controllo basate sull'analisi del rischio. Con il provvedimento del 22 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate ha definito i livelli di affidabilità fiscale necessari per accedere al regime premiale: confermati i benefici (dall’esonero dal visto di conformità e dal regime delle società non operative alla riduzione dei termini di accertamento) per i contribuenti con i voti più alti. Per i punteggi minori o uguale a 6, invece, scatta la soglia di allerta: saranno oggetto di specifiche strategie di controllo basate sull'analisi del rischio.
Pagamenti PA a professionisti: neutralità IVA a rischio violazione
18/05/2026 - Il Ddl di conversione del decreto fiscale (AS 1852, approvato dal Senato) allenta la stretta sui pagamenti della PA ai professionisti, in vigore dal 15 giugno 2026. In particolare, è ora disposto che la PA provvede a versare direttamente all’agente della riscossione le somme a questi dovute e l’eventuale differenza al professionista solo se le cartelle non onorate sono di un importo complessivo pari almeno a 5.000 euro. Restano comunque aperti una serie di problemi, soprattutto con riguardo all’IVA e alla neutralità dell’imposta. Il Ddl di conversione del decreto fiscale (AS 1852, approvato dal Senato) allenta la stretta sui pagamenti della PA ai professionisti, in vigore dal 15 giugno 2026. In particolare, è ora disposto che la PA provvede a versare direttamente all’agente della riscossione le somme a questi dovute e l’eventuale differenza al professionista solo se le cartelle non onorate sono di un importo complessivo pari almeno a 5.000 euro. Restano comunque aperti una serie di problemi, soprattutto con riguardo all’IVA e alla neutralità dell’imposta.
Ditta individuale o S.r.l.? La scelta dipende anche dal fisco
18/05/2026 - La scelta tra ditta individuale e società a responsabilità limitata per l’esercizio di un’attività economica risponde anche a logiche fiscali, perché a parità di utile prodotto, il carico impositivo può variare in modo significativo. Vediamo, con alcuni esempi concreti, quando conviene l’una o l’altra soluzione. La scelta tra ditta individuale e società a responsabilità limitata per l’esercizio di un’attività economica risponde anche a logiche fiscali, perché a parità di utile prodotto, il carico impositivo può variare in modo significativo. Vediamo, con alcuni esempi concreti, quando conviene l’una o l’altra soluzione.
Salario giusto e incentivi alle assunzioni: regole, condizioni e nodi applicativi
18/05/2026 - Con il decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>) il Governo ha definito concetto di salario giusto, affidandone l’individuazione alla contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale. La norma collega il trattamento economico complessivo (TEC) all’accesso agli sgravi contributivi per le assunzioni agevolate rafforzando il contrasto al dumping contrattuale. Restano, tuttavia, aperte criticità applicative, in attesa di chiarimenti ministeriali. Quali sono? Con il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) il Governo ha definito concetto di salario giusto, affidandone l’individuazione alla contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale. La norma collega il trattamento economico complessivo (TEC) all’accesso agli sgravi contributivi per le assunzioni agevolate rafforzando il contrasto al dumping contrattuale. Restano, tuttavia, aperte criticità applicative, in attesa di chiarimenti ministeriali. Quali sono?
Nuove rateazioni INAIL: quanto conviene al datore di lavoro
18/05/2026 - Le nuove regole introdotte dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 382026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001001334SOMM">D.L. n. 38/2026</a> rendono più conveniente la rateazione dei debiti contributivi INAIL, riducendo sensibilmente il costo finanziario per le imprese. La principale novità riguarda il tasso applicabile ai piani di dilazione: la maggiorazione sul tasso BCE passa infatti da 6 a 2 punti percentuali. La riforma si inserisce nel più ampio riassetto delle procedure di regolarizzazione contributiva e amplia anche la possibilità di accesso alle rateazioni fino a 60 mensilità. L’INAIL, con la <a target="_blank" class="rich-legge" title="circolare n. 19 del 2026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003814SOMM">circolare n. 19 del 2026</a>, ha fornito le istruzioni operative. Quanto può risparmiare il datore di lavoro? Le nuove regole introdotte dal D.L. n. 38/2026 rendono più conveniente la rateazione dei debiti contributivi INAIL, riducendo sensibilmente il costo finanziario per le imprese. La principale novità riguarda il tasso applicabile ai piani di dilazione: la maggiorazione sul tasso BCE passa infatti da 6 a 2 punti percentuali. La riforma si inserisce nel più ampio riassetto delle procedure di regolarizzazione contributiva e amplia anche la possibilità di accesso alle rateazioni fino a 60 mensilità. L’INAIL, con la circolare n. 19 del 2026, ha fornito le istruzioni operative. Quanto può risparmiare il datore di lavoro?
Pagamento della retribuzione in contanti: quali sanzioni rischiano le imprese?
18/05/2026 - Con l’ordinanza n. 6633/2026 la Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento della retribuzione in contanti ai lavoratori integra violazioni autonome e reiterate, escludendo l’applicazione del cumulo giuridico previsto dall’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 8" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000110082ART8">art. 8</a> della <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 6891981" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000110082SOMM">legge n. 689/1981</a>. Quali sono le ragioni che hanno portato alla decisione? Qual è l’importo delle sanzioni? Con l’ordinanza n. 6633/2026 la Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento della retribuzione in contanti ai lavoratori integra violazioni autonome e reiterate, escludendo l’applicazione del cumulo giuridico previsto dall’art. 8 della legge n. 689/1981. Quali sono le ragioni che hanno portato alla decisione? Qual è l’importo delle sanzioni?
Esaminiamo l'impresa: per te il corso di autoformazione on line
15/05/2026 - La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali. La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali.
Penali legali e contrattuali: la gestione contabile e fiscale
11/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="circolare n. 13 del 2026 Assonime" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/29/ricavi-costi-smantellamento-indicazioni-fiscali-circolare-assonime">circolare n. 13 del 2026 Assonime</a> riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal <a target="_blank" title="D.M. 27 giugno 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/06/30/oic-34-coordinamento-disciplina-fiscale-ires-irap">D.M. 27 giugno 2025</a> di coordinamento tra <a target="_blank" class="rich-legge" title="OIC 34" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000943020SOMM">OIC 34</a> e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata. Con la circolare n. 13 del 2026 Assonime riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal D.M. 27 giugno 2025 di coordinamento tra OIC 34 e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata.
Bilancio 2025: al via la campagna depositi presso il Registro Imprese
08/05/2026 - Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1392015" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000818245SOMM">D.Lgs. n. 139/2015</a>. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite <a target="_blank" title="modello RAP" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/03/11/modello-rap-aggiornato-registrazione-verbali-distribuzione-utili-societari">modello RAP</a>. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1252024" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000969010SOMM">D.Lgs. n. 125/2024</a>. Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante D.Lgs. n. 139/2015. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite modello RAP. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal D.Lgs. n. 125/2024.
Fondo screening aziendali DAE 2026: quanto convengono i contributi?
18/05/2026 - Dal 27 maggio 2026 apre lo sportello per la presentazione delle domande per l'Avviso "Fondo Screening - DAE 2026" del Ministero del Lavoro, che mette a disposizione contributi per programmi di screening aziendali e defibrillatori. Sono ammissibili i programmi di screening realizzati nel corso dell’anno 2026 tramite protocollo o accordo stipulato nel medesimo anno tra l’impresa istante e una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal Servizio sanitario pubblico. Nel caso di acquisto del DAE, sono eleggibili le spese documentate da fatture emesse nell’anno 2026, recanti espressa indicazione del modello, marca e tipologia di defibrillatore. Quanto si risparmia? Dal 27 maggio 2026 apre lo sportello per la presentazione delle domande per l'Avviso "Fondo Screening - DAE 2026" del Ministero del Lavoro, che mette a disposizione contributi per programmi di screening aziendali e defibrillatori. Sono ammissibili i programmi di screening realizzati nel corso dell’anno 2026 tramite protocollo o accordo stipulato nel medesimo anno tra l’impresa istante e una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal Servizio sanitario pubblico. Nel caso di acquisto del DAE, sono eleggibili le spese documentate da fatture emesse nell’anno 2026, recanti espressa indicazione del modello, marca e tipologia di defibrillatore. Quanto si risparmia?
Transizione 4.0: effetti su investimenti, occupazione e produttività
14/05/2026 - Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi. Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi.
Transizione Digitale ed Ecologica: in arrivo da SIMEST 800 milioni di euro per le imprese
14/05/2026 - SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane. SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane.
AI e operazioni straordinarie negli USA: due diligence e allocazione del rischio
18/05/2026 - L’impiego dell’<a target="_blank" title="intelligenza artificiale" href="https://www.ipsoa.it/speciali/intelligenza-artificiale-ia">intelligenza artificiale</a> da parte di società target nel contesto di operazioni di mergers and acquisitions disciplinate dal diritto statunitense comporta un’evoluzione significativa delle tradizionali logiche di due diligence. Il riferimento è alla due diligence ordinariamente condotta dall’acquirente, quale processo attraverso cui quest’ultimo raccoglie e verifica le informazioni rilevanti sulla società target al fine di valutarne il profilo di rischio e rifletterne gli esiti nella struttura economica e contrattuale dell’operazione. La definizione del perimetro della due diligence deve essere calibrata sul ruolo concreto dell’IA nel modello di business della società target e sulla normativa applicabile, in assenza di un quadro federale organico e in presenza di discipline statali e settoriali eterogenee. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti contrattuali di allocazione del rischio, evidenziando la necessità di tradurre i rischi legati all’IA in clausole specifiche che proteggano concretamente l’acquirente nella struttura dell’operazione. L’impiego dell’intelligenza artificiale da parte di società target nel contesto di operazioni di mergers and acquisitions disciplinate dal diritto statunitense comporta un’evoluzione significativa delle tradizionali logiche di due diligence. Il riferimento è alla due diligence ordinariamente condotta dall’acquirente, quale processo attraverso cui quest’ultimo raccoglie e verifica le informazioni rilevanti sulla società target al fine di valutarne il profilo di rischio e rifletterne gli esiti nella struttura economica e contrattuale dell’operazione. La definizione del perimetro della due diligence deve essere calibrata sul ruolo concreto dell’IA nel modello di business della società target e sulla normativa applicabile, in assenza di un quadro federale organico e in presenza di discipline statali e settoriali eterogenee. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti contrattuali di allocazione del rischio, evidenziando la necessità di tradurre i rischi legati all’IA in clausole specifiche che proteggano concretamente l’acquirente nella struttura dell’operazione.
Assetti d'impresa e modello 231: guida CNDCEC sulla perizia di adeguatezza
16/05/2026 - Il CNDCEC ha pubblicato una guida operativa per i professionisti che svolgono perizie nel contenzioso civile e penale in merito all’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili e/o dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 2312001" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000146502SOMM">D.Lgs. n. 231/2001</a>. Il documento del CNDCEC del 4 maggio 2026 fornisce suggerimenti operativi, principi metodologici e propone un flusso di lavoro che i professionisti possono seguire nello svolgimento dell’incarico. Quali sono le indicazioni? Il CNDCEC ha pubblicato una guida operativa per i professionisti che svolgono perizie nel contenzioso civile e penale in merito all’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili e/o dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. n. 231/2001. Il documento del CNDCEC del 4 maggio 2026 fornisce suggerimenti operativi, principi metodologici e propone un flusso di lavoro che i professionisti possono seguire nello svolgimento dell’incarico. Quali sono le indicazioni?
Sicurezza prodotti: pubblicato in GU il decreto di adeguamento al Regolamento UE
15/05/2026 - Il decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 78, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2026, adegua l’ordinamento nazionale al <a target="_blank" class="rich-legge" title="regolamento (UE) 2023988" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000944406SOMM">regolamento (UE) 2023/988</a> sulla sicurezza generale dei prodotti. Il provvedimento impone agli operatori economici di immettere sul mercato esclusivamente prodotti sicuri, inclusi quelli venduti online, e richiede che avvertenze e richiami siano forniti in lingua italiana. La vigilanza è affidata alle autorità individuate ai sensi del <a target="_blank" class="rich-legge" title="d.lgs. 1572022" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000933509SOMM">d.lgs. 157/2022</a>, sulla base di destinazione d’uso, caratteristiche del prodotto e analogie con normative di armonizzazione. Un tavolo tecnico di coordinamento, convocato dal MIMIT, definisce i criteri per i controlli. Le autorità devono garantire il rispetto dell’obbligo generale di sicurezza, operando anche tramite uffici territoriali e collaborazioni interistituzionali. ADM e Guardia di finanza accedono al sistema Safety Gate. Il decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 78, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2026, adegua l’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti. Il provvedimento impone agli operatori economici di immettere sul mercato esclusivamente prodotti sicuri, inclusi quelli venduti online, e richiede che avvertenze e richiami siano forniti in lingua italiana. La vigilanza è affidata alle autorità individuate ai sensi del d.lgs. 157/2022, sulla base di destinazione d’uso, caratteristiche del prodotto e analogie con normative di armonizzazione. Un tavolo tecnico di coordinamento, convocato dal MIMIT, definisce i criteri per i controlli. Le autorità devono garantire il rispetto dell’obbligo generale di sicurezza, operando anche tramite uffici territoriali e collaborazioni interistituzionali. ADM e Guardia di finanza accedono al sistema Safety Gate.
Quotidiano Giuridico
Cittadinanza negata per contiguità con la sinistra antagonista: il Tar Lazio annulla per difetto di motivazione
18/05/2026 - Non basta il mero richiamo alla vicinanza a un generico movimento politico senza l'indicazione di concrete circostanze idonee a incidere sulla sicurezza dello Stato (TAR Lazio n. 7028/2026)
Avviare una mediazione: gli obblighi informativi a carico dell'avvocato
18/05/2026 - Come gestire correttamente adempimenti, rischi contrattuali, processuali e deontologici
Bambino ferito sull'autoscontro: è corresponsabile il genitore che gli ha permesso di salirci?
18/05/2026 - La condotta imprudente del genitore che espone il minore al rischio comporta una corresponsabilità e si inserisce nella sequenza produttiva del danno come concausa (Cass. civ. n. 2352/2026)
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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