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Quanto conviene il credito d'imposta ZES 2026
09/03/2026 - Il credito d’imposta per la ZES unica consente alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni del Sud di beneficiare di un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24. Si tratta di un’agevolazione di estremo interesse, che può generare rilevanti benefici finanziari. Il maggior limite di questa misura è rappresentato dal fatto che il credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione e, quindi, non può generare cassa fintanto che l’impresa non produce redditi tassabili. Quanto conviene? Il credito d’imposta per la ZES unica consente alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni del Sud di beneficiare di un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24. Si tratta di un’agevolazione di estremo interesse, che può generare rilevanti benefici finanziari. Il maggior limite di questa misura è rappresentato dal fatto che il credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione e, quindi, non può generare cassa fintanto che l’impresa non produce redditi tassabili. Quanto conviene?
Contributi Covid e perdite fiscali: quale efficacia ha l'atto di indirizzo del MEF?
09/03/2026 - Pur non avendo un’automatica efficacia nei confronti degli atti emessi dagli Uffici delle Entrate e non comportando la sospensione di alcun termine, l’<a target="_blank" title="Atto di indirizzo del MEF del 22 dicembre 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/12/23/contributi-covid-trattamento-fiscale">Atto di indirizzo del MEF del 22 dicembre 2025</a> su contributi Covid e perdite fiscali può legittimare la presentazione di un’istanza di annullamento in autotutela obbligatoria, anche qualora sia stato instaurato il contenzioso. L’auspicio è che gli Uffici delle Entrate adottino tempestivamente gli adempimenti conseguenti all’adozione di tale Atto, anche per evitare la condanna dell’Agenzia alle spese in sede di giudizio. Dal canto suo, la giurisprudenza (il riferimento è alla <a target="_blank" class="rich-sent" title="Corte di Giustizia tributaria di I grado di Parma, sentenza n. 24 del 20 gennaio 2026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10SE0003126100">Corte di Giustizia tributaria di I grado di Parma, sentenza n. 24 del 20 gennaio 2026</a>) ne sta già applicando i principi. Pur non avendo un’automatica efficacia nei confronti degli atti emessi dagli Uffici delle Entrate e non comportando la sospensione di alcun termine, l’Atto di indirizzo del MEF del 22 dicembre 2025 su contributi Covid e perdite fiscali può legittimare la presentazione di un’istanza di annullamento in autotutela obbligatoria, anche qualora sia stato instaurato il contenzioso. L’auspicio è che gli Uffici delle Entrate adottino tempestivamente gli adempimenti conseguenti all’adozione di tale Atto, anche per evitare la condanna dell’Agenzia alle spese in sede di giudizio. Dal canto suo, la giurisprudenza (il riferimento è alla Corte di Giustizia tributaria di I grado di Parma, sentenza n. 24 del 20 gennaio 2026) ne sta già applicando i principi.
L'IVA si trasforma: qualità del dato, tecnologia e nuova relazione fisco‑impresa
09/03/2026 - La digitalizzazione sta trasformando profondamente il sistema delle imposte indirette, passando da un approccio documentale e statico a un modello dinamico e data-driven. L’evoluzione normativa e tecnologica sta ridefinendo la compliance IVA, dalla diffusione della <a target="_blank" title="fatturazione elettronica" href="https://www.ipsoa.it/guide/fattura-elettronica-cosa-come-funziona">fatturazione elettronica</a> ai modelli di real-time reporting fino alla riforma europea VIDA. Il panorama italiano, tra i più avanzati nel contesto comunitario, evidenzia come l’introduzione della fatturazione elettronica abbia reso imprescindibile l’adozione di processi di controllo del dato più rigorosi e l’integrazione di competenze multidisciplinari. La qualità, l’affidabilità e la tracciabilità dei dati fiscali non costituiscono solo un requisito di conformità, ma rappresentino una leva strategica per la competitività, l’efficienza aziendale e la sostenibilità fiscale delle imprese. La digitalizzazione sta trasformando profondamente il sistema delle imposte indirette, passando da un approccio documentale e statico a un modello dinamico e data-driven. L’evoluzione normativa e tecnologica sta ridefinendo la compliance IVA, dalla diffusione della fatturazione elettronica ai modelli di real-time reporting fino alla riforma europea VIDA. Il panorama italiano, tra i più avanzati nel contesto comunitario, evidenzia come l’introduzione della fatturazione elettronica abbia reso imprescindibile l’adozione di processi di controllo del dato più rigorosi e l’integrazione di competenze multidisciplinari. La qualità, l’affidabilità e la tracciabilità dei dati fiscali non costituiscono solo un requisito di conformità, ma rappresentino una leva strategica per la competitività, l’efficienza aziendale e la sostenibilità fiscale delle imprese.
Bonus assunzione giovani del decreto Coesione: quanto conviene
09/03/2026 - La legge di conversione del decreto Milleproroghe (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 2002025" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000996352SOMM">D.L. n. 200/2025</a>, convertito in <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 262026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000999666SOMM">legge n. 26/2026</a>) ha prorogato la validità al 2026 dell’incentivo, previsto dal decreto Coesione (<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 22" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000962555ART49">art. 22</a>, <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 602024" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000962555SOMM">D.L. n. 60/2024</a>), per i datori di lavoro che assumono giovani al primo impiego stabile. Si tratta di un esonero contributivo pari al 100% o al 70% a seconda che venga generato un incremento occupazionale. Quanto conviene assumere giovani under 34? Quali condizioni occorre rispettare per non perdere il beneficio? La legge di conversione del decreto Milleproroghe (D.L. n. 200/2025, convertito in legge n. 26/2026) ha prorogato la validità al 2026 dell’incentivo, previsto dal decreto Coesione (art. 22, D.L. n. 60/2024), per i datori di lavoro che assumono giovani al primo impiego stabile. Si tratta di un esonero contributivo pari al 100% o al 70% a seconda che venga generato un incremento occupazionale. Quanto conviene assumere giovani under 34? Quali condizioni occorre rispettare per non perdere il beneficio?
Dimissioni per fatti concludenti: quando il lavoratore ha diritto alla NASpI?
09/03/2026 - Il Collegato Lavoro (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 2032024" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000974311SOMM">legge n. 203/2024</a>) ha previsto che in caso di dimissioni per fatti concludenti il lavoratore non può accedere alla NASpI. L’INPS, con la <a target="_blank" class="rich-legge" title="circolare n. 154 del 2025" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000995877SOMM">circolare n. 154 del 2025</a>, è intervenuto in materia chiarendo che tuttavia in caso di dimissioni per giusta causa, anche a seguito di avvio della procedura di risoluzione del rapporto di lavoro per fatti concludenti, il lavoratore avrà diritto ugualmente alla NASpI, fermo restando i requisiti previsti per il relativo riconoscimento dell’indennità di disoccupazione ma altresì assolvendo l’obbligo dell’onere probatorio previsto dalla <a target="_blank" class="rich-legge" title="circolare n. 163 del 2003" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000242726SOMM">circolare n. 163 del 2003</a>. Quali sono le modalità di comunicazione di risoluzione rapporto di lavoro per fatti concludenti? Quali controlli vengono effettuati dall’INL? Il Collegato Lavoro (legge n. 203/2024) ha previsto che in caso di dimissioni per fatti concludenti il lavoratore non può accedere alla NASpI. L’INPS, con la circolare n. 154 del 2025, è intervenuto in materia chiarendo che tuttavia in caso di dimissioni per giusta causa, anche a seguito di avvio della procedura di risoluzione del rapporto di lavoro per fatti concludenti, il lavoratore avrà diritto ugualmente alla NASpI, fermo restando i requisiti previsti per il relativo riconoscimento dell’indennità di disoccupazione ma altresì assolvendo l’obbligo dell’onere probatorio previsto dalla circolare n. 163 del 2003. Quali sono le modalità di comunicazione di risoluzione rapporto di lavoro per fatti concludenti? Quali controlli vengono effettuati dall’INL?
ISAC: l'INPS spiega come gestire la comunicazione di compliance
09/03/2026 - Con la circolare n. 26 del 6 marzo 2026 l’INPS ha fornito le prime indicazioni applicative sugli indici sintetici di affidabilità contributiva, introdotti dall’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 1" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000971239ART16">art. 1</a>, commi 5-10, del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 1602024" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000971239SOMM">D.L. n. 160/2024</a> per il contrasto al lavoro sommerso. In particolare, il documento di prassi illustra il campo di applicazione della sperimentazione, le fonti informative utilizzate per la costruzione degli indicatori, le modalità di invio delle comunicazioni di compliance, le possibili azioni di regolarizzazione da parte dei datori di lavoro, nonché meccanismo di premialità per i datori di lavoro che risultano conformi agli indicatori. Con la circolare n. 26 del 6 marzo 2026 l’INPS ha fornito le prime indicazioni applicative sugli indici sintetici di affidabilità contributiva, introdotti dall’art. 1, commi 5-10, del D.L. n. 160/2024 per il contrasto al lavoro sommerso. In particolare, il documento di prassi illustra il campo di applicazione della sperimentazione, le fonti informative utilizzate per la costruzione degli indicatori, le modalità di invio delle comunicazioni di compliance, le possibili azioni di regolarizzazione da parte dei datori di lavoro, nonché meccanismo di premialità per i datori di lavoro che risultano conformi agli indicatori.
Quale trattamento contabile per l'imposta di bollo sulle polizze vita?
09/03/2026 - Il documento n. 10, frutto del Tavolo di coordinamento fra Banca d'Italia, CONSOB e IVASS in materia di applicazione degli IAS/IFRS, illustra il trattamento contabile dell’attività verso i clienti in ragione del versamento anticipato dell’imposta di bollo relativa alle polizze vita. Il documento chiarisce che l’imposta anticipata corrisponde a un’attività verso i clienti rilevata inizialmente al fair value. In sede di prima iscrizione, occorre tener conto del fattore temporale, scorporando il valore complessivo dell’attività in due componenti: una rappresentativa del credito maturato e una finanziaria, riconducibile all’effetto dell’anticipazione dell’imposta di bollo versata. La rilevazione iniziale al fair value comporta una differenza rispetto al corrispettivo effettivamente versato all’Erario, coincidente con il valore nominale dell’imposta di bollo anticipata. Il documento n. 10, frutto del Tavolo di coordinamento fra Banca d'Italia, CONSOB e IVASS in materia di applicazione degli IAS/IFRS, illustra il trattamento contabile dell’attività verso i clienti in ragione del versamento anticipato dell’imposta di bollo relativa alle polizze vita. Il documento chiarisce che l’imposta anticipata corrisponde a un’attività verso i clienti rilevata inizialmente al fair value. In sede di prima iscrizione, occorre tener conto del fattore temporale, scorporando il valore complessivo dell’attività in due componenti: una rappresentativa del credito maturato e una finanziaria, riconducibile all’effetto dell’anticipazione dell’imposta di bollo versata. La rilevazione iniziale al fair value comporta una differenza rispetto al corrispettivo effettivamente versato all’Erario, coincidente con il valore nominale dell’imposta di bollo anticipata.
Fondazioni bancarie: misure dell'accantonamento a riserva per l'esercizio 2025
06/03/2026 - Per le fondazioni bancarie, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito (<a rel="noopener noreferrer" target="_blank" class="rich-legge" title="decreto 27 febbraio 2026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000999867SOMM">D.M. 27 febbraio 2026</a>, in Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzio 2026) le misure dell'accantonamento alla riserva obbligatoria e dell'accantonamento patrimoniale facoltativo per l'esercizio 2025. Il provvedimento fornisce indicazioni per quanto riguarda la definizione di avanzo d’esercizio, criteri di calcolo degli accantonamenti, copertura dei disavanzi pregressi e divieti di accantonamenti facoltativi. Per le fondazioni bancarie, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito (D.M. 27 febbraio 2026, in Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzio 2026) le misure dell'accantonamento alla riserva obbligatoria e dell'accantonamento patrimoniale facoltativo per l'esercizio 2025. Il provvedimento fornisce indicazioni per quanto riguarda la definizione di avanzo d’esercizio, criteri di calcolo degli accantonamenti, copertura dei disavanzi pregressi e divieti di accantonamenti facoltativi.
Il nuovo iper-ammortamento nel bilancio
06/03/2026 - Quali sono gli impatti che potrà avere l’iperammortamento a livello di <a target="_blank" title="bilancio" href="https://www.ipsoa.it/guide/bilancio-esercizio-redigerlo">bilancio</a>? L’agevolazione reintrodotta dalla <a target="_blank" title="legge di Bilancio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/12/24/legge-bilancio-2026-novita-fiscali">legge di Bilancio 2026</a> darà luogo a una maggiore quota di ammortamento, che sarà rilevata come variazione in diminuzione del reddito in sede di dichiarazione. Tale variazione porterà ad avere un minor carico fiscale IRES e avrà i suoi impatti a livello di risultato d’esercizio e conseguentemente di patrimonio netto dell’impresa. Quali sono gli impatti che potrà avere l’iperammortamento a livello di bilancio? L’agevolazione reintrodotta dalla legge di Bilancio 2026 darà luogo a una maggiore quota di ammortamento, che sarà rilevata come variazione in diminuzione del reddito in sede di dichiarazione. Tale variazione porterà ad avere un minor carico fiscale IRES e avrà i suoi impatti a livello di risultato d’esercizio e conseguentemente di patrimonio netto dell’impresa.
Transizione 4.0, credito d'imposta R&S: quanto conviene nel 2026?
09/03/2026 - Nel 2026 è ancora in vigore il credito d’imposta per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico. Il credito d’imposta può essere cumulato con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto. Tra le principali sovvenzioni e contributi con cui è cumulabile il credito d’imposta si annovera il patent box, che prevede una deduzione maggiorata (valida sia ai fini IRES che IRAP) del 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti. Ai fini della compensazione, deve essere inviata, sia in via preventiva che in via consuntiva, una comunicazione al GSE. Quanto si risparmia? Nel 2026 è ancora in vigore il credito d’imposta per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico. Il credito d’imposta può essere cumulato con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto. Tra le principali sovvenzioni e contributi con cui è cumulabile il credito d’imposta si annovera il patent box, che prevede una deduzione maggiorata (valida sia ai fini IRES che IRAP) del 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti. Ai fini della compensazione, deve essere inviata, sia in via preventiva che in via consuntiva, una comunicazione al GSE. Quanto si risparmia?
Imprese femminili: quali agevolazioni e finanziamenti possono utilizzare
07/03/2026 - Per l’avvio e lo sviluppo delle imprese guidate da donne è disponibile un variegato catalogo di agevolazioni nazionali. Alcune misure, anche se non sono specificatamente riservate alle attività “al femminile”, attribuiscono alle imprese “rosa” un punteggio premiante in sede di valutazione delle domande. Attivi anche numerosi programmi dedicati alle imprese femminili. Quali sono? Per l’avvio e lo sviluppo delle imprese guidate da donne è disponibile un variegato catalogo di agevolazioni nazionali. Alcune misure, anche se non sono specificatamente riservate alle attività “al femminile”, attribuiscono alle imprese “rosa” un punteggio premiante in sede di valutazione delle domande. Attivi anche numerosi programmi dedicati alle imprese femminili. Quali sono?
Cosa finanziano i voucher SME Fund 2026 per la proprietà intellettuale
06/03/2026 - L’Unione europea ha rinnovato anche per il 2026 lo SME Fund, il programma gestito dall’EUIPO per sostenere le piccole e medie imprese nella protezione della proprietà intellettuale. L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto sotto forma di voucher per finanziare servizi di analisi IP, registrazione di marchi e design, deposito di brevetti e tutela delle varietà vegetali. Con rimborsi fino al 90% delle spese ammissibili, lo strumento rappresenta una delle principali opportunità europee per rafforzare la competitività e la capacità innovativa delle PMI. Le domande possono essere presentate fino al 4 dicembre 2026, salvo esaurimento delle risorse. L’Unione europea ha rinnovato anche per il 2026 lo SME Fund, il programma gestito dall’EUIPO per sostenere le piccole e medie imprese nella protezione della proprietà intellettuale. L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto sotto forma di voucher per finanziare servizi di analisi IP, registrazione di marchi e design, deposito di brevetti e tutela delle varietà vegetali. Con rimborsi fino al 90% delle spese ammissibili, lo strumento rappresenta una delle principali opportunità europee per rafforzare la competitività e la capacità innovativa delle PMI. Le domande possono essere presentate fino al 4 dicembre 2026, salvo esaurimento delle risorse.
Come compilare il MUD 2026 ed entro quale scadenza
09/03/2026 - Le imprese possono utilizzare il MUD 2026 relativo alle dichiarazioni ambientali riferite al 2025. Il MASE ha comunicato che il termine per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del DPCM 30 gennaio 2026 e, pertanto, la presentazione del MUD dovrà avvenire entro il giorno 3 luglio 2026. Come compilare la dichiarazione? Le imprese possono utilizzare il MUD 2026 relativo alle dichiarazioni ambientali riferite al 2025. Il MASE ha comunicato che il termine per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del DPCM 30 gennaio 2026 e, pertanto, la presentazione del MUD dovrà avvenire entro il giorno 3 luglio 2026. Come compilare la dichiarazione?
Qual è il ruolo del CFO nel presidio degli adeguati assetti
09/03/2026 - L'organo amministrativo ha la responsabilità di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, capace di rilevare tempestivamente i segnali di crisi e di preservare nel tempo le condizioni di equilibrio. Ma su chi grava particolarmente il peso operativo di questa disposizione prevista dal Codice Civile? Sul Chief Financial Officer che, per formazione, posizione gerarchica e accesso alle informazioni, si trova nella condizione più idonea a tradurre il precetto normativo in un sistema funzionante. Qual è il suo ruolo? L'organo amministrativo ha la responsabilità di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, capace di rilevare tempestivamente i segnali di crisi e di preservare nel tempo le condizioni di equilibrio. Ma su chi grava particolarmente il peso operativo di questa disposizione prevista dal Codice Civile? Sul Chief Financial Officer che, per formazione, posizione gerarchica e accesso alle informazioni, si trova nella condizione più idonea a tradurre il precetto normativo in un sistema funzionante. Qual è il suo ruolo?
Cosa cambia per la SCIA con il decreto PNRR 2026
07/03/2026 - Il decreto PNRR 2026 rafforza controlli e sanzioni sulla SCIA. In caso di dichiarazioni non veritiere nelle segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) le imprese rischiano la decadenza degli effetti prodotti illegittimamente a causa delle false attestazioni. Il decreto PNRR (<a target="_blank" title="D.L. n. 19/2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/02/20/pnrr-gu-misure-urgenti-accelerarne-attuazione">D.L. n. 19/2026</a>) ritocca in più punti la legge generale sul procedimento amministrativo cambiando così i rapporti tra pubblica amministrazione e imprese. Quali sono le modifiche? Il decreto PNRR 2026 rafforza controlli e sanzioni sulla SCIA. In caso di dichiarazioni non veritiere nelle segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) le imprese rischiano la decadenza degli effetti prodotti illegittimamente a causa delle false attestazioni. Il decreto PNRR (D.L. n. 19/2026) ritocca in più punti la legge generale sul procedimento amministrativo cambiando così i rapporti tra pubblica amministrazione e imprese. Quali sono le modifiche?
Quotidiano Giuridico
Minaccia droni, uno scudo europeo per i cieli: l'Action Plan UE
09/03/2026 - Una strategia integrata tra sicurezza civile e difesa per governare l'espansione del mercato dei velivoli a pilotaggio remoto e neutralizzare i rischi per le infrastrutture critiche
I ''vincoli fantasma'' nei pignoramenti presso terzi e l'art. 551-bis c.p.c.
09/03/2026 - Dalla riforma del 2024 alla scadenza del 2 marzo 2026: inefficacia legale del vincolo e criticità operative nei sistemi di tesoreria
Sottrazione fraudolenta: non basta la mera costituzione del fondo patrimoniale
09/03/2026 - Il giudice deve spiegare perché la segregazione patrimoniale è strumento idoneo in concreto a rendere inefficace il recupero del credito erariale (Cassazione n. 5760/2026)
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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