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Il decreto Omnibus sposta la certificazione TCF al 31 dicembre 2026
19/09/2026 - È stato differito dal 30 settembre al 31 dicembre 2026 il termine previsto per la certificazione del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (Tax Control Framework - TCF), relativa ai soggetti aderenti alla cooperative compliance nell’anno 2024 e 2025. La novità è stata inserita all’interno del decreto correttivo Omnibus (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1482026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001010587SOMM">D.Lgs. n. 148/2026</a>). È stato differito dal 30 settembre al 31 dicembre 2026 il termine previsto per la certificazione del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (Tax Control Framework - TCF), relativa ai soggetti aderenti alla cooperative compliance nell’anno 2024 e 2025. La novità è stata inserita all’interno del decreto correttivo Omnibus (D.Lgs. n. 148/2026).
Se lavora l'algoritmo (AI), chi potrà pagare il welfare? Il Fisco?
19/09/2026 - Se nel mondo del lavoro l’utilizzo dell’AI modifica il rapporto tra lavoro e valore prodotto, come finanzieremo il welfare? Bill Gates ha dato a questo interrogativo una risposta provocatoria: tassare i robot e i token, le unità in cui i modelli di AI contano le informazioni che elaborano. In Italia le imposte su robot o token potrebbero orientare le imprese verso la sostituzione del lavoro umano con l’algoritmo? Non dimentichiamoci che è sempre necessario confrontare l’adozione dell’AI con il fabbisogno di tutele, distinguendo gli effetti della tecnologia da quelli del ciclo economico, della demografia e di altre innovazioni. Solo allora si potrà capire se una minore incidenza del lavoro sul valore prodotto corrisponda a una perdita effettiva di entrate o sia compensata da nuovi redditi e consumi. Se lavora l’algoritmo, il welfare non deve gravare soltanto su chi continua a porre al centro l’uomo. Il Fisco non potrà, dunque, limitarsi a colpire indiscriminatamente i redditi prodotti dai robot: dovrà assicurare che il valore generato anche grazie all’AI contribuisca al finanziamento delle tutele comuni. Se nel mondo del lavoro l’utilizzo dell’AI modifica il rapporto tra lavoro e valore prodotto, come finanzieremo il welfare? Bill Gates ha dato a questo interrogativo una risposta provocatoria: tassare i robot e i token, le unità in cui i modelli di AI contano le informazioni che elaborano. In Italia le imposte su robot o token potrebbero orientare le imprese verso la sostituzione del lavoro umano con l’algoritmo? Non dimentichiamoci che è sempre necessario confrontare l’adozione dell’AI con il fabbisogno di tutele, distinguendo gli effetti della tecnologia da quelli del ciclo economico, della demografia e di altre innovazioni. Solo allora si potrà capire se una minore incidenza del lavoro sul valore prodotto corrisponda a una perdita effettiva di entrate o sia compensata da nuovi redditi e consumi. Se lavora l’algoritmo, il welfare non deve gravare soltanto su chi continua a porre al centro l’uomo. Il Fisco non potrà, dunque, limitarsi a colpire indiscriminatamente i redditi prodotti dai robot: dovrà assicurare che il valore generato anche grazie all’AI contribuisca al finanziamento delle tutele comuni.
Contributo sugli oli lubrificanti: nuovo importo dal 1° ottobre 2026
18/09/2026 - Con un’informativa del 16 settembre 2026, l’Agenzia delle Dogane ha evidenziato che il nuovo importo del contributo sugli oli lubrificanti dovuto ai sensi dell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 236" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000401022ART237">art. 236</a>, comma 7, del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D. Lgs. n. 1522006" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000401022SOMM">D. Lgs. n. 152/2006</a>, nella misura di 0,120 € per chilogrammo con decorrenza dal 1° ottobre 2026. Con un’informativa del 16 settembre 2026, l’Agenzia delle Dogane ha evidenziato che il nuovo importo del contributo sugli oli lubrificanti dovuto ai sensi dell’art. 236, comma 7, del D. Lgs. n. 152/2006, nella misura di 0,120 € per chilogrammo con decorrenza dal 1° ottobre 2026.
Prestazioni pensionistiche collegate al reddito: controlli INPS e rischi di sospensione
19/09/2026 - Le prestazioni pensionistiche collegate al reddito vengono erogate sulla base di dati destinati a essere verificati successivamente dall’INPS: dichiarazioni mancanti o incomplete possono tradursi in conguagli, indebiti e, nei casi di omessa comunicazione reddituale, nella sospensione e persino nella revoca del beneficio. Come funzionano i controlli? Come intervenire prima che una semplice omissione diventi un problema sul cedolino? Le prestazioni pensionistiche collegate al reddito vengono erogate sulla base di dati destinati a essere verificati successivamente dall’INPS: dichiarazioni mancanti o incomplete possono tradursi in conguagli, indebiti e, nei casi di omessa comunicazione reddituale, nella sospensione e persino nella revoca del beneficio. Come funzionano i controlli? Come intervenire prima che una semplice omissione diventi un problema sul cedolino?
Modello 770/2026: vademecum per compilazione e invio
19/09/2026 - In vista del termine per l’invio del modello 770/2026 i sostituti d’imposta devono già prepararsi per effettuare i controlli preliminari alla trasmissione telematica. L’avvicinarsi della scadenza ordinaria del 31 ottobre 2026, prorogata al 2 novembre 2026 in quanto coincidente con il sabato, richiede infatti particolari verifiche che devono tenere conto soprattutto delle principali novità del modello, al fine di prevenire errori che potrebbero incidere sulla regolarità della dichiarazione, sulla corretta fruizione dei crediti maturati, nonché dar luogo all’irrogazione di sanzioni amministrative e penali. Come procedere? In vista del termine per l’invio del modello 770/2026 i sostituti d’imposta devono già prepararsi per effettuare i controlli preliminari alla trasmissione telematica. L’avvicinarsi della scadenza ordinaria del 31 ottobre 2026, prorogata al 2 novembre 2026 in quanto coincidente con il sabato, richiede infatti particolari verifiche che devono tenere conto soprattutto delle principali novità del modello, al fine di prevenire errori che potrebbero incidere sulla regolarità della dichiarazione, sulla corretta fruizione dei crediti maturati, nonché dar luogo all’irrogazione di sanzioni amministrative e penali. Come procedere?
Lavoro su piattaforme digitali: Confprofessioni chiede più tutele
18/09/2026 - In audizione a Montecitorio, il delegato al Lavoro di Confprofessioni, Dario Montanaro, ha chiesto tutele mirate per salvaguardare l’autonomia intellettuale e le regole deontologiche dei professionisti dai rischi degli algoritmi In audizione a Montecitorio, il delegato al Lavoro di Confprofessioni, Dario Montanaro, ha chiesto tutele mirate per salvaguardare l’autonomia intellettuale e le regole deontologiche dei professionisti dai rischi degli algoritmi
L'informativa della nota integrativa secondo il nuovo OIC per le piccole e micro-imprese
17/09/2026 - La semplificazione prevista nella <a target="_blank" title="bozza del nuovo OIC dedicato alle piccole e micro-imprese" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/08/08/micro-piccole-imprese-oic-avvia-consultazione-bozza-principio-contabile">bozza del nuovo OIC dedicato alle piccole e micro-imprese</a> interessa anche il contenuto della nota integrativa: minori informazioni da inserire, garantendo comunque il dettaglio necessario per comprendere pienamente i risultati conseguiti dall’impresa. Riprendendo l’impostazione prevista dagli <a target="_blank" class="rich-cod" title="articoli 2435-bis" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/05AC00010209">articoli 2435-bis</a> e <a target="_blank" class="rich-cod" title="2435-ter" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/05AC0000015249">2435-ter</a> c.c., il nuovo OIC (in consultazione fino al 28 febbraio 2027) riepiloga le informazioni che devono essere riportate nel bilancio abbreviato e in quello delle micro-imprese. La semplificazione prevista nella bozza del nuovo OIC dedicato alle piccole e micro-imprese interessa anche il contenuto della nota integrativa: minori informazioni da inserire, garantendo comunque il dettaglio necessario per comprendere pienamente i risultati conseguiti dall’impresa. Riprendendo l’impostazione prevista dagli articoli 2435-bis e 2435-ter c.c., il nuovo OIC (in consultazione fino al 28 febbraio 2027) riepiloga le informazioni che devono essere riportate nel bilancio abbreviato e in quello delle micro-imprese.
OIC 5 e aggiustamenti di valore nel primo bilancio di liquidazione: quali implicazioni fiscali?
15/09/2026 - Il <a target="_blank" title="nuovo principio contabile OIC 5" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/07/17/oic-5-bilanci-liquidazione-pubblicata-nuova-versione-principio">nuovo principio contabile OIC 5</a> dispone nel primo bilancio di liquidazione la riverifica del valore di iscrizione di una serie di poste contabili (partecipazioni, rimanenze di magazzino, immobilizzazioni immateriali e materiali, etc.): eventuali differenze derivanti dall’applicazione del nuovo criterio di valutazione costituiscono un cambiamento di principio contabile e, come tali, sono iscritte nella voce “Rettifiche di liquidazione” tra le poste del patrimonio netto, con imputazione a conto economico solo nei successivi bilanci intermedi di liquidazione. Va però verificata la coerenza con l’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 109" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000110002ART113">art. 109</a>, comma 4, <a target="_blank" class="rich-legge" title="TUIR" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000110002SOMM">TUIR</a> secondo cui “le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui non risultano imputati al conto economico di competenza”. Il nuovo principio contabile OIC 5 dispone nel primo bilancio di liquidazione la riverifica del valore di iscrizione di una serie di poste contabili (partecipazioni, rimanenze di magazzino, immobilizzazioni immateriali e materiali, etc.): eventuali differenze derivanti dall’applicazione del nuovo criterio di valutazione costituiscono un cambiamento di principio contabile e, come tali, sono iscritte nella voce “Rettifiche di liquidazione” tra le poste del patrimonio netto, con imputazione a conto economico solo nei successivi bilanci intermedi di liquidazione. Va però verificata la coerenza con l’art. 109, comma 4, TUIR secondo cui “le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui non risultano imputati al conto economico di competenza”.
ETS: disponibili i modelli di verbale per controllo e monitoraggio
14/09/2026 - Con <a target="_blank" class="rich-legge" title="decreto direttoriale n. 198 del 10 agosto 2026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001011020SOMM">decreto direttoriale n. 198 del 10 agosto 2026</a>, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato i modelli di verbale da utilizzare nell’ambito delle attività di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli Enti del Terzo Settore previste dal D.M. n. 125/2025. I modelli adottati riguardano il controllo ordinario, il controllo straordinario e il verbale di mancato controllo per irreperibilità dell’ente. Il Ministero ha inoltre comunicato che proseguiranno le attività preparatorie necessarie all’avvio delle verifiche sugli Enti del Terzo Settore. Con decreto direttoriale n. 198 del 10 agosto 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato i modelli di verbale da utilizzare nell’ambito delle attività di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli Enti del Terzo Settore previste dal D.M. n. 125/2025. I modelli adottati riguardano il controllo ordinario, il controllo straordinario e il verbale di mancato controllo per irreperibilità dell’ente. Il Ministero ha inoltre comunicato che proseguiranno le attività preparatorie necessarie all’avvio delle verifiche sugli Enti del Terzo Settore.
ZES Unica 2026 e principio di incentivazione: quando si considera avviato l'investimento
19/09/2026 - La <a target="_blank" title="risposta a interpello n. 169/2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/09/04/zes-unica-progetti-investimento-esclusi">risposta a interpello n. 169/2026</a> dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che, ai fini del credito d’imposta ZES Unica, l’avvio dell’investimento prima della comunicazione preventiva non comporta automaticamente l’esclusione dall’agevolazione. Il rispetto del principio di incentivazione va infatti verificato con riferimento al momento in cui l’impresa assume il primo impegno giuridicamente vincolante, tenendo conto della continuità della disciplina ZES introdotta dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 1242023" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000949832SOMM">D.L. n. 124/2023</a>. Il chiarimento assume particolare rilievo anche alla luce della diversa formulazione adottata nel modello di comunicazione 2026 rispetto a quelli delle annualità precedenti. Qual è il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate? La risposta a interpello n. 169/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che, ai fini del credito d’imposta ZES Unica, l’avvio dell’investimento prima della comunicazione preventiva non comporta automaticamente l’esclusione dall’agevolazione. Il rispetto del principio di incentivazione va infatti verificato con riferimento al momento in cui l’impresa assume il primo impegno giuridicamente vincolante, tenendo conto della continuità della disciplina ZES introdotta dal D.L. n. 124/2023. Il chiarimento assume particolare rilievo anche alla luce della diversa formulazione adottata nel modello di comunicazione 2026 rispetto a quelli delle annualità precedenti. Qual è il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate?
Innovazione e infrastrutture digitali: in arrivo 140,2 milioni di euro
18/09/2026 - Con il decreto 22 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy assegna risorse del Piano sviluppo e coesione 2014-2020 agli Accordi per l’innovazione, per interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tecnologie quantistiche, bio-elettronica e radiofarmaci, al rifinanziamento delle attività connesse al NUE 112, a programmi strategici in materia di spettro radioelettrico e al potenziamento del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture – SINFI. Con il decreto 22 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy assegna risorse del Piano sviluppo e coesione 2014-2020 agli Accordi per l’innovazione, per interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tecnologie quantistiche, bio-elettronica e radiofarmaci, al rifinanziamento delle attività connesse al NUE 112, a programmi strategici in materia di spettro radioelettrico e al potenziamento del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture – SINFI.
Cambiale Frantoi Oleari: in arrivo 40 milioni di euro per la filiera olivicola e olearia
18/09/2026 - Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha annunciato l’attivazione della misura “Cambiale Frantoi Oleari”, gestita da ISMEA, con una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro destinata a sostenere la liquidità delle imprese della filiera olivicola e olearia. L’intervento è rivolto ai frantoi attivi e alle piccole e medie imprese del settore, con l’obiettivo di favorire la continuità produttiva e rafforzare la competitività del comparto. La misura prevede finanziamenti a tasso zero compresi tra 3.500 e 50.000 euro, della durata di cinque anni e con due anni di preammortamento, consentendo alle imprese di posticipare l’avvio del rimborso del capitale al terzo anno. Possono accedere all’agevolazione i frantoi regolarmente registrati nel portale SIAN e con giacenze di olio extra vergine d’oliva. Le domande saranno presentate online tramite il portale ISMEA, con procedure istruttorie snelle per favorire una rapida erogazione delle risorse. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha annunciato l’attivazione della misura “Cambiale Frantoi Oleari”, gestita da ISMEA, con una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro destinata a sostenere la liquidità delle imprese della filiera olivicola e olearia. L’intervento è rivolto ai frantoi attivi e alle piccole e medie imprese del settore, con l’obiettivo di favorire la continuità produttiva e rafforzare la competitività del comparto. La misura prevede finanziamenti a tasso zero compresi tra 3.500 e 50.000 euro, della durata di cinque anni e con due anni di preammortamento, consentendo alle imprese di posticipare l’avvio del rimborso del capitale al terzo anno. Possono accedere all’agevolazione i frantoi regolarmente registrati nel portale SIAN e con giacenze di olio extra vergine d’oliva. Le domande saranno presentate online tramite il portale ISMEA, con procedure istruttorie snelle per favorire una rapida erogazione delle risorse.
Il faro del D.Lgs. 47/2026 sul porto della governance e del controllo integrato
19/09/2026 - Avevamo davvero bisogno del D.Lgs. 47/2026 per individuare, nella sostanza, i compiti degli organi di governance? La riforma non costruisce o innova il porto della “buona governance”, ma accende finalmente un potente faro “giuridico” su un porto già esistente. Illumina le rotte, elimina le zone d’ombra, corregge asimmetrie, armonizza i modelli di governance e rende più chiare e definite le responsabilità di chi quel porto deve conoscere, governare e controllare in forma sistemica e integrata. Sollecita così una “cultura del cambiamento”, capace di superare l’approccio a “silos” e di realizzare la necessaria integrazione tra strategia, rischio e controllo, come declinata nel Sistema di Controllo Integrato. E chi è chiamato al cambiamento potrà e dovrà farlo “in chiaro”, sotto la luce del faro. Avevamo davvero bisogno del D.Lgs. 47/2026 per individuare, nella sostanza, i compiti degli organi di governance? La riforma non costruisce o innova il porto della “buona governance”, ma accende finalmente un potente faro “giuridico” su un porto già esistente. Illumina le rotte, elimina le zone d’ombra, corregge asimmetrie, armonizza i modelli di governance e rende più chiare e definite le responsabilità di chi quel porto deve conoscere, governare e controllare in forma sistemica e integrata. Sollecita così una “cultura del cambiamento”, capace di superare l’approccio a “silos” e di realizzare la necessaria integrazione tra strategia, rischio e controllo, come declinata nel Sistema di Controllo Integrato. E chi è chiamato al cambiamento potrà e dovrà farlo “in chiaro”, sotto la luce del faro.
Approvati i nuovi Principi Italiani di Valutazione
18/09/2026 - Il Consiglio dei Garanti dell’Organismo Italiano di Valutazione (OIV) ha approvato i nuovi Principi Italiani di Valutazione (PIV), applicabili dal 1° gennaio 2027. I principi mirano a rafforzare la fiducia di committenti e utilizzatori nelle valutazioni di aziende, beni immateriali, strumenti finanziari, immobili, impianti e passività, promuovendo elevati standard professionali. Inoltre, intendono ridurre le differenze tra stime di valore formulate da esperti con analoga competenza e nel rispetto degli stessi principi etici. I PIV definiscono le regole e i criteri che il valutatore deve, dovrebbe o può applicare per esprimere una credibile opinione di valore. Il Consiglio dei Garanti dell’Organismo Italiano di Valutazione (OIV) ha approvato i nuovi Principi Italiani di Valutazione (PIV), applicabili dal 1° gennaio 2027. I principi mirano a rafforzare la fiducia di committenti e utilizzatori nelle valutazioni di aziende, beni immateriali, strumenti finanziari, immobili, impianti e passività, promuovendo elevati standard professionali. Inoltre, intendono ridurre le differenze tra stime di valore formulate da esperti con analoga competenza e nel rispetto degli stessi principi etici. I PIV definiscono le regole e i criteri che il valutatore deve, dovrebbe o può applicare per esprimere una credibile opinione di valore.
Settore olivicolo: CNA AgroAlimentare auspica il riconoscimento del “Mastro Oleario”
18/09/2026 - CNA AgroAlimentare ha proposto al Ministero dell’Agricoltura e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il riconoscimento nazionale della figura del Mastro Oleario, professionista responsabile della conduzione tecnica del frantoio e delle fasi che determinano la qualità dell’olio extravergine di oliva. L’iniziativa mira a rafforzare un settore strategico del Made in Italy, oggi chiamato ad affrontare la concorrenza estera, l’aumento dei costi, le difficoltà delle piccole imprese e il ricambio generazionale. Secondo CNA, la qualità dell’olio dipende non solo dalla materia prima, ma anche dalle competenze e dalla responsabilità di chi ne guida la trasformazione. La proposta, ispirata all’esperienza della Regione Puglia, prevede il riconoscimento della professione accompagnato da percorsi formativi specialistici, per favorire la trasmissione delle competenze, sostenere i piccoli frantoi e valorizzare l’eccellenza dell’olio EVO italiano sui mercati nazionali e internazionali. CNA AgroAlimentare ha proposto al Ministero dell’Agricoltura e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il riconoscimento nazionale della figura del Mastro Oleario, professionista responsabile della conduzione tecnica del frantoio e delle fasi che determinano la qualità dell’olio extravergine di oliva. L’iniziativa mira a rafforzare un settore strategico del Made in Italy, oggi chiamato ad affrontare la concorrenza estera, l’aumento dei costi, le difficoltà delle piccole imprese e il ricambio generazionale. Secondo CNA, la qualità dell’olio dipende non solo dalla materia prima, ma anche dalle competenze e dalla responsabilità di chi ne guida la trasformazione. La proposta, ispirata all’esperienza della Regione Puglia, prevede il riconoscimento della professione accompagnato da percorsi formativi specialistici, per favorire la trasmissione delle competenze, sostenere i piccoli frantoi e valorizzare l’eccellenza dell’olio EVO italiano sui mercati nazionali e internazionali.
Quotidiano Giuridico
Legge elettorale: il Senato ha detto sì, con modifiche
19/09/2026 - Premio di governabilità se la soglia del 42% viene raggiunta in entrambi i rami. Tornano le preferenze, con il capolista escluso dal voto
Funzione assistenziale e compensativa dell'assegno divorzile: onere della prova e presupposti
18/09/2026 - Necessario dimostrare il nesso tra sacrifici personali e squilibrio economico. In assenza di prova l’assegno avrà solo funzione assistenziale (Cassazione n. 22874/2026)
Avvocati: quando la richiesta di risarcimento dai toni ''forti'' non è illecito deontologico
18/09/2026 - È lecito l'uso di espressioni aspre negli atti difensivi, purché entro i limiti della continenza e del rispetto della difesa altrui (CNF, sentenza n. 103/2026)
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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